Sughi, salse e condimenti

Sugo alla cilentana vaso da 340 gr.

Sugo alla cilentana vaso da 340 gr.

2,90

Sugo alla cilentana vaso da 340 gr. (peso netto 280 gr.)

TABELLA NUTRIZIONALE
Energia  25 kcal
Grassi 0,5 g di cui saturi  0.15 g
Carboidrati 3,1 g di cui zuccheri  3,1 g
Proteine  1,25 g
Fibre alimentari  1,1 g
Sale 0,3 g
ORIGINE: ITALIA

Sughi: il versatile oro rosso del Mediterraneo

Il profumo inconfondibile della salsa al pomodoro si diffonde per casa insieme ai suoi fedeli compagni: aglio, olio e basilico. Avvisa che è il momento di mettersi a tavola e riporta la memoria al sole caldo che l’ha generata. Quale potere ha il profumo del cibo! Ogni aroma evoca un ricordo, ogni colore richiama immagini perse nella memoria.

L’oro rosso, che nel suo accostamento con la pasta è diventato nel tempo sinonimo di buon cibo italiano, è legato ad una ritualità che, specialmente nelle famiglie del Sud Italia, si rinnova ogni estate, come una sorta di consuetudine casalinga.

Le giornate in cui si raccolgono i pomodori iniziano all’alba, per eludere il sole delle ore più calde. I lunghi filari presentano a vista i frutti rossi, pronti per essere raccolti da mani esperte, che al tatto ne intuiscono subito lo stadio di maturazione. I pomodori vengono disposti nelle cassette, selezionati e poi lavati.

In questo cerimoniale ognuno ha il suo compito: chi lava i pomodori, chi li spreme e chi imbottiglia il prezioso succo rosso. Chi lava le bottiglie vuote, chi aggiunge le foglie di basilico, chi versa la salsa avvalendosi di un imbuto e poi sigilla le bottiglie. Resta a questo punto solo la fase finale, in cui le bottiglie vengono adagiate in acqua e fatte bollire su fuoco vivo.

Partendo da questo risultato eccelso, la salsa, è facile preparare molte varianti aggiungendo al pomodoro il peperoncino piccante, le olive o semplicemente delle erbe profumate. Ottime con la pasta ma anche con le bruschette, o con il pane per la scarpetta a fine pasto.

Il pomodoro nella storia

Un aneddoto racconta come sia stata lunga e irta la strada percorsa dal pomodoro prima di finire sulla tavole come apprezzato alimento. Il fatto di condividere la stessa famiglia di piante che venivano spesso citate nei processi alle streghe, quali la belladonna o la mandragola, poneva il pomodoro in una pessima luce presso i consumatori dell’epoca.

Ecco perché, nella città americana di Salem (non a caso famosa per i processi alle streghe verso al fine del Seicento), fece scalpore il gesto del pittore di origini italiane Michele Felice Corne, che mangiò un pomodoro in pubblico, per dimostrare che fosse commestibile. Siamo nel 1803. Addirittura questo gesto fu reso immortale da un monumento intitolato al “mangiatore di pomodoro”.